Nughes è il nome che ho dato al luogo che abito. Ma da queste parti Nughes vuol dire anche nuvole.
E così chiamiamo anche le noci. Gherigli bianchi, di quelli appena sbucciati, quando il frutto non è ancora secco. Quante volte in questo cielo, in primavera.
Poi ci sono le Nuvole di Aristofane: il teatro, la parodia, la satira di costume. Cose che amo.
E le Nuvole di De Andrè, allora? Certo, con l’introduzione piena di sarditudine. Vanno, vengono…
Dove? E cosa sono? Chiedetelo a Pasolini. O a Totò. O a Modugno. Anzi ascoltatevi la canzone, datemi retta.
Ancora. C’è il Messico e le nuvole, tanto per restare in tema , per dire di altri due che me le hanno cantate bene bene.
Per dire Lessico e nuvole, i giochi , Bartezzaghi, le mie manie.
C’è, infine, ma che bellezza,
Blog&Nuvole, un luogo dove qualcuno ti dice: vuoi giocare? Alla morra? Anche, però ci devi raccontare una storia. Io mi sono fermato. Ho raccontato
una storia, quella di Tia Badora la maghiarza. Questa storia è piaciuta e qualcuno la illustrerà.
Con altri 34 autori e non so quanti artisti- illustratori-pittori (gente brava, bella gente,
de gabbale)gioco a sa murra. E uno si potrebbe chiedere: che ci fai Bobboti? Non lo so, ancora non lo so.
Insomma fatevi un giro anche voi, da quelle parti.